Cosa ha significato la terapia per M.

Un sentiero tutto in salita, sconosciuto ed impervio, uno di quelli che solitamente non si pianificano ma bensì si evitano.
Ciò nonostante, ho fatto il primo passo, ovvero ho ammesso a me stesso di aver bisogno d’aiuto.
Ho percorso il sentiero dividendo la distanza totale in tre parti, ciascuna percorsa in modo diverso.
La prima in cui, con gli occhi bendati, sono stato guidato dalla mano che teneva la mia ed a cui mi sono totalmente affidato.
La seconda in cui, tolta la benda dagli occhi, guardavo allontanarsi il punto di partenza perché io mi allontanavo da esso procedendo all’indietro, sempre guidato dalla mano che teneva la mia; più procedevo più la paura si attenuava e la sicurezza nel passo cresceva.
La terza in cui, lasciato alle spalle il punto di partenza ormai lontano, procedevo con passo deciso verso il traguardo portando con me la mano che stringevo nella mia fin quando, giunto alla fine, la abbandonavo per godere intimamente del panorama che finalmente si stagliava innanzi.
Così descrivo metaforicamente quello che genericamente viene indicato come un “percorso”.
Mai avrei pensato di farlo, prima che si rendesse necessario; mai eviterei di farlo, dopo averlo concluso.
Sconfiggere la paura del primo passo è stata la mia più grande prova di coraggio: il chiedere aiuto!
Grazie di tutto… Ti porto nel cuore